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| Lui è Aristotele. Il fatto che tutti avessero fede nel modello cosmogonico da lui avallato come reale non lo ha reso meno falso di quanto non fosse. |
Tutto quello che non avreste voluto sapere sapere sull'improvvisazione teatrale e non avete mai osato chiedere perché manco sapevate che certi argomenti esistessero
lunedì 22 marzo 2021
I Simpatici Ragazzi dell'Improvvisazione
giovedì 2 luglio 2020
Le euristiche dell'Improvvisazione - Lascia andare
- lascia andare mentalmente
- lascia andare fisicamente
Trovo il passaggio del minuto 14:33 commovente:
"Ripeto, è una cosa incredibile quella che sta accadendo. Neurologicamente è una cosa strabiliante. Che la musica vi piaccia o no è irrilevante. Dal punto di vista creativo, è qualcosa di fenomenale."
Lascia andare fisicamente.
L'euristica Lascia andare fisicamente è l'applicazione del Sì E… al proprio corpo e alla propria fisicità: se si deve fare con ciò che si ha allora bisogna usare il proprio corpo al meglio e prendersi dei rischi con la fisicità. Per prendersi dei rischi non intendo dire fare capriole e salti mortali, ma usare il proprio corpo in maniera diversa da come lo usiamo abitualmente, cominciando ad uscire dalle nostre posture abituali. Lavorare sulla fisicità significa innanzitutto aumentare la consapevolezza del proprio corpo, andando così a ridurre il dualismo mente-corpo.
Precedentemente ho scritto che una delle tattiche difensive quando si è esposti al pubblico è il farsi notare il meno possibile. Quindi istintivamente gli allievi tendono a usare il meno possibile il proprio corpo e a rifugiarsi nella propria testa per cercare di non dire stupidaggini.
Di come l'apprendimento delle tecniche di teatro abbia importanti ricadute sulla capacità degli improvvisatori di creare ne ho già parlato qui. Quello che mi preme sottolineare ora è quanto la fisicità degli allievi sia spia di quello che passa nella loro testa: ogni censura mentale si traduce infatti in una tensione nel loro corpo. La buona notizia è che sciogliendo quella tensione a livello fisico l'insegnante può rimuovere il blocco a livello mentale.
Più l'allievo prende coscienza del proprio corpo, di cosa fanno i propri piedi, le proprie spalle e così via e maggiormente riesce a sciogliere le proprie tensioni e a improvvisare fluidamente. Si possono sciogliere sia le tensioni rimuovendo i blocchi che viceversa; il processo funziona in entrambe le direzioni.
Il primissimo segnale cui un insegnante dovrebbe porre attenzione sono le apnee.
Specialmente quando si è alle prime armi, anche l'esercizio più semplice può generare una enorme pressione sugli allievi e questo solitamente lo si manifesta trattenendo il respiro mentre sta facendo l'esercizio. Per quanto sciocco possa sembrare, ricordare agli allievi di respirare mentre si stanno facendo certi esercizi a volte è il comando migliore che si possa dare!
Ogni corso di improvvisazione non può prescindere da una parte di fisicità, come un modulo sul Mimo o una sulla Maschera, in quanto quegli strumenti amplieranno la capacità dell'allievo di creare e allo stesso tempo renderanno migliore la sua Performance. Ma quello a cui faccio riferimento è un lavoro molto più basilare, che prevede il far sì che venga usato tutto il corpo, che ci si autorizzi a sdraiarsi per terra, a salire in piedi su una sedia e altre piccole cose di questo genere.
Durante le mie lezioni, una cosa che faccio abbastanza da subito è togliere la parola agli attori, facendo fare scene mute oppure facendo sostituire le parole con numeri o con il grammelot. Sono convinto che sia importante privare gli attori della componente verbale della scena, costringendoli ad usare il non-verbale e il paraverbale.
La combinazione della paura di dire stupidaggini con l'impulso a farsi notare il meno possibile fa sì che normalmente le scene degli allievi abbiano tutte la stessa struttura: due persone, una di fronte all'altra, che parlano in continuazione cercando di mandare avanti la scena a chiacchiere, mentre allo stesso tempo tentano di stare immobili il più possibile.
Però gli studi sulla Comunicazione umana concordano nel dire che la parte verbale di un messaggio è quella che viene colta meno, mentre quelle non verbale e paraverbale la fanno da padrone. Quindi per timore di fare brutta figura, gli allievi attuano proprio quei comportamenti che in scena li rendono più vulnerabili.
Togliere loro la parola o quanto meno limitarla, per quanto possa apparentemente metterli in difficoltà e costringerli a prendersi dei rischi, è la maniera più diretta per renderli più solidi in scena.
Nel fare ciò, però, bisogna stare molto attenti. è facile che gli allievi, per sottrarsi alla pressione, si concentrino quasi esclusivamente sulla Performance, trovando soluzioni ad effetto, prassi stereotipate, scorciatoie e tutte quelle tattiche che li allontanano da quello che è l'obbiettivo: rimuovere i blocchi che essi stessi pongono alla propria fisicità per permettergli di esplorare liberamente il proprio potenziale.
Questo togliere la parole, oltre a costringere gli allievi a prendersi dei rischi con la fisicità per potersi fare comprendere, insegna anche un concetto fondamentale: l'attore è colui che agisce, non colui che parla.
Conclusioni
Per semplicità ho trattato l'argomento Lasciare Andare dividendolo in due parti, ma ora è il momento di riunirle.
È chiaro che non si possono tenere separati Corpo e Mente se non in contesti limitati, specialmente se si parla di Lasciare Andare e prendersi dei rischi. Quando si improvvisa il nostro cervello si predispone naturalmente ad abbassare le censure e allo stesso tempo sviluppare la creatività, quindi si tratta solo di assecondare e indirizzare questo flusso.
L'Improvvisazione può essere insegnata fornendo alle persone una cortina fumogena fatta di tecniche "che funzionano", di idee geniali, di Performance da applausi dietro le quali nascondere le proprie insicurezze. È un po' come il dare una mano d'intonaco a un muro che dovrebbe invece essere risanato, se le mani d'intonaco vengono date con una certa frequenza, ci si può illudere che le cose vadano bene così, anche se chi passa vede le chiazze d'umidità che riaffiorano.
Oppure quella stessa improvvisazione la si può trasmettere andando a rimuovere quelle insicurezze, senza bisogno di mascherarle. Ma per rimuoverle non basta dire "Mi raccomando, sii sicuro". Bisogna intervenire con attenzione, premiando i comportamenti virtuosi e correggendo quelli che bloccano il naturale flusso della spontaneità. E una delle vie più efficaci per rimuovere i blocchi è quella di intervenire sulle manifestazioni di tali blocchi, sulla fisicità dell'allievo. Dire "respira" a un allievo non genera un doppio legame come dirgli "sii spontaneo", ma raggiunge lo scopo che l'insegnante si era prefissato.
Per chi fosse interessato ad approfondire questo aspetto, trovo interessante ciò che Peter Nordstrand ha scritto nel capitolo da lui scritto nel libro The Art Of Making Mistakes.
Traendo spunto dall'Improvvisazione e di come si comportano i partecipanti di un workshop di fronte al rischio di fare un errore durante i vari esercizi, Peter identifica tre meccanismi difensivi:
- Azioni di censura. Cose come abbassare lo sguardo, coprirsi la bocca, chiedere scusa.
- Azioni che abbassano le aspettative degli spettatori. Cose come dire "Scusate non sono bravo" oppure "Non so se sono capace" o gesti che abbassino il proprio status prima di fare un esercizio.
- Ridere. Unica azione di fonte a un Errore da lui accettata - posizione che condivido - perché un'atmosfera giocosa durante le lezioni permette alle persone di prendersi dei rischi.
- Coprire il viso o il corpo.
- Arretrare e uscire dal cerchio.
- Accigliarsi, fare smorfie, sospirare o comunque mostrarsi costernati quando si sbaglia.
- Parlare, commentare, "spiegare perché".
- Ridere va bene, ma ricordando agli allievi di restare focalizzati sul compito.
- Irrigidirsi. Tendere tutto il proprio corpo. Serrare le mascelle. Rilassatevi ragazzi. E divertitevi.
Il minimo sindacale
Quando iniziai a scrivere qui mi ripromisi che avrei scritto soltanto se avessi avuto qualcosa di intelligente da dire e non per generare ...
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Quando iniziai a scrivere qui mi ripromisi che avrei scritto soltanto se avessi avuto qualcosa di intelligente da dire e non per generare ...
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Avendo scritto finora del Sì,E... e delle sue declinazioni è giunto il momento di parlare della sua antitesi: il No . Il No è l'afferma...




